Domenica 20 Agosto 2017
COMUNICATI STAMPA

ASCOM: il piano regolatore generale di Catania va fatto

“Il PRG della Città va fatto”. Lapidario il commento e la posizione dei vertici dell`associazione commercianti di Catania in ordine alle recenti dichiarazioni dell`assessore all`urbanistica Salvo Di Salvo che vorrebbe trasferire la pianificazione cittadina nell`ambito di quella metropolitana

Catania, 27/07/2016

«Il PRG della Città va fatto». Lapidario il commento e la posizione dei vertici dell'associazione commercianti di Catania in ordine alle recenti dichiarazioni dell'assessore all'urbanistica Salvo Di Salvo che vorrebbe trasferire la pianificazione cittadina nell'ambito di quella metropolitana, mentre si plaude all'iniziativa del consiglio Comunale per aver acceso i riflettore sull'argomento pianificazione del territorio.

«Le ragioni per cui il PRG di Catania debba essere fatto - afferma il presidente dell'As.Com Confcommercio Catania Giovanni Saguto - stanno nel rispetto delle attuali normative che prevedono l'obbligo di redigere lo strumento urbanistico, così come confermato dalla Regione Siciliana anche con riferimento ai comuni dell'area metropolitana nel corso di una corrispondenza con lo stesso Comune di Catania. D'altronde lo stesso assessore afferma di aver messo in atto alcune iniziative di pianificazione che, in verità, sono proprie del piano regolatore comunale. Non riusciamo, infatti, ad immaginare svincolato dalla visione d'insieme che deriva dal PRG il programma che avrebbe elaborato il comune in ordine alla realizzazione di un master plan dal porto a piazza Europa: su questo programma stranamente non varrebbero le enunciazioni sull'area metropolitana ne il riferimento ad un PRG. Sinceramente è incomprensibile. L'incontro organizzato con le forze sociali cittadine in seno al Consiglio Comunale, alla presenza del vice presidente vicario e della commissione urbanistica, è stato decisamente utile per aver permesso di individuare un percorso che è, appunto, quello del PRG. Aggiungiamo che bisogna redigere anche il piano commerciale e di quello delle aree pubbliche in quanto strumenti di gestione del territorio. Va fatto un PRG che escluda un consumo del suolo, che permetta ed organizzi l'utilizzo degli involucri esistenti, che intervenga in termini di servizi, che affronti l'atavica questione degli involucri abbandonati da decenni».

Intanto ha preso corpo ed è ad uno stadio avanzato la procedura di approvazione del piano di dettaglio del centro storico in attuazione della l.r.13/2015.

«E' un piano senz'anima - dichiara Francesco Sorbello vice direttore provinciale di Confcommercio - e privo di una visione strategica sul ruolo che deve avere il centro storico, sui contenuti e funzioni che alcune aree devono ospitare e, pertanto, sulle relative destinazioni d'uso. Infatti, nelle aree di rifunzionalizzazione, ovvero gli ospedali da dismettere, non ci sono scelte strategiche e chiare. Vengono previste tutte le funzioni, dalla residenziale alla ricettiva alla direzionale e commerciale. Addirittura nell'ambito definito H3, quello del Vittorio Emanuele, la funzione di campus universitario, insieme a quella ricettiva e di intrattenimento e svago, avrebbe dovuto costituire una funzione esclusiva e caratterizzante in simbiosi con il polo universitario: viene prevista, invece, anche la funzione residenziale. Insomma si potrà fare di tutto e di più. Nei tre comparti ospedalieri il 20% della cubatura esistente viene così destinata a funzione residenziale: si tratta di circa 90 mila mc di residenziale. Fate voi i conti di cosa significa in termini di vani. L'assessore dichiara la presenza di ben 20 mila vani disabitati e, poi, prevede nuove funzioni residenziali: non mi pare un segno di grande coerenza. Inoltre, sia al Santa Marta che al Santo Bambino, è prevista l'eliminazione delle brutte strutture contemporanee ma è anche vero che si prevede la loro sostituzione con nuovi volumi e strutture. Abbiamo constatato, producendo una rassegna fotografica, che troppi edifici sono stati impropriamente classificati come TC e T1, edilizia qualificata e qualificata speciale, nei quali non saranno permessi interventi di ristrutturazione edilizia e, quindi, il loro pieno utilizzo. In questo modo non si recupereranno troppi edifici per mancanza di interesse e convenienza dei proprietari. Vero è che non siamo di fronte ad un piano urbanistico ma qualcosa di più si poteva fare in tema di parcheggi in centro storico visto che è conclamato il deficit anche rispetto agli standard urbanistici. In tal senso si potrebbe destinare il Santo Bambino esclusivamente a questo uso a servizio del polo universitario».

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