Lunedì 19 Febbraio 2018
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La formazione di Confcommercio punta al settore turismo: concluso il corso per guida naturalistica

Il rilancio economico e turistico della Sicilia passa dal brand Etna: il nostro vulcano, certo insieme al mare, al barocco e all`enogastronomia, è strategico per richiamare visitatori in tutta l`isola. Ne sono convinti in Confcommercio Catania, tanto da puntare alla formazione di figure professionali capaci di accogliere e far conoscere questo patrimonio ai turisti di ogni parte del mondo.

Catania, 15/01/2018

Il rilancio economico e turistico della Sicilia passa dal brand Etna: il nostro vulcano, certo insieme al mare, al barocco e all'enogastronomia, è strategico per richiamare visitatori in tutta l'isola. Ne sono convinti in Confcommercio Catania, tanto da puntare alla formazione di figure professionali capaci di accogliere e far conoscere questo patrimonio ai turisti di ogni parte del mondo. E' grazie alla collaborazione con Abbetnea e Federescursionismo che si è attivato il corso di guida naturalistica, il 3° organizzato in provincia di Catania dopo i 2 a Palermo per la Sicilia occidentale, 2 a Siracusa e 1 nel Parco dei Nebrodi, che hanno formato oltre 120 guide ed altre 30 sono in attesa degli esami finali. Un nuovo percorso formativo che ha richiamato l'attenzione di uomini e donne di diverse età, con una spiccata passione per l'ambiente e il nostro patrimonio naturalistico, che potranno svolgere l'attività di guide di media montagna dopo il riconoscimento da parte della Regione.

«Il format del percorso formativo - spiega Carmelo Nicoloso, vice presidente di Federescursionismo Sicilia e tutor del corso - segue lo standard internazionale della Montain leader, equivalente all'accompagnatore di media montagna in Italia, disciplinato da una legge del 1989, e in Sicilia quale guida di media montagna disciplinata da un decreto dell'assessorato regionale al turismo del 2016-2017, in attesa di espletamento esami abilitanti per circa 193 guide (un buon numero di Federescursionismo Sicilia), che saranno inserite in un elenco speciale per la Regione Siciliana».

Il corso ha avuto una durata di 400 ore per oltre 55 giorni: gran parte dell'attività escursionistica si è svolta sul campo, nei 4 parchi regionali e in diverse riserve naturali dell'isola; la teoria in aula, con moduli di botanica (compresa micologia-etnobotanica e fitoalimurgia) - zoologia - geologia/vulcanologia -escursionismo/orienti ring - primo soccorso/blsd e cultura del territorio, elementi di economia e legislazione turistica quindi agroalimentare (vitivinicolo in particolare) - ristorazione e ricettività. Le lezioni sono state tenute da docenti universitari ed esperti in materia, compresi rappresentanti e preposti istituzionali alle gestione e tutela del territorio e del patrimonio naturalistico - culturale e storico-monumentale.

«Vogliamo implementare le professionalità nel settore turistico in Sicilia - afferma Franz Cannizzo, past president di Abbetnea Confcommercio -, come fatto fino ad oggi con la formazione delle guide turistiche, preparate e abilitate recentemente dalla Regione. E come la nostra associazione fa da sempre con la formazione delle figure professionali nel settore ricettivo siciliano. Stiamo già lavorando a un prossimo percorso formativo per l'abilitazione degli accompagnatori turistici, per dare una possibilità anche ai diplomati, visto che si può accedere a questi corsi senza laurea».

Si è complimentato con gli organizzatori del corso e con le nuove guide naturalistiche anche il presidente della Camera di Commercio di Catania, Ragusa, Siracusa e della Sicilia orientale Pietro Agen, che del turismo come volano per il rilancio economico del territorio è sempre stato un convinto sostenitore:

«Puntare su un turismo che sia rispettoso del territorio e del patrimonio culturale, mettendo anche l'innovazione a servizio dell'uomo e dell'ambiente. Il modello vincente è proprio quello di unire il patrimonio del territorio con un'idea nuova di sviluppo: le associazioni puntano alla formazione di figure professionali, alle istituzioni chiediamo i servizi e le infrastrutture per sostenere questo modello di sviluppo».

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