Giovedì 25 Maggio 2017
EDITORIALE

TICKET ACCESSO AI PARCHI COME UCCIDERE IL TURISMO

Dalla Regione arriva l`ennesima lezione di follia. Dopo la tassa di soggiorno, arriva un altro balzello che scoraggerà ancor di più chi ancora vuol venire in Sicilia

19/01/2016

Non bastava la tassa di soggiorno, che per tutto viene utilizzata salvo che per la promozione turistica e l'accoglienza dei visitatori, ora un nuovo balzello viene inventato per gli incauti visitatori italiani e non: il ticket per l'accesso ai parchi. A cominciare, nel caso nostro, da quello dell'Etna!
Per fare giustizia e per aumentare le entrate, diciamo noi, questa volta la tassa, perchè tale è, colpisce anche i residenti, seppure in forma attenuata. Un'idea intelligente, non c'è che dire.
Se l'intenzione era quella di colpire la maggiore attrazione della Sicilia si è certamente centrato l'obiettivo!
Pensate alla gioia di turisti e non, che dopo aver pagato un inaspettato ticket si troveranno a visitare i contrafforti dell'Etna, in piena zona parco, ricchi di copertoni di auto, divani abbandonati, discariche di ogni genere, un vero sollazzo!
Certo, ora ci racconteranno che con i fondi raccolti tutto cambierà, che con più risorse potranno aumentare la sorveglianza e la pulizia, che pure avrebbero già dovuto essere garantiti dal corpo forestale, che tutto è meno che in sotto organico, e da un Ente Parco che ci appare sempre più come un inutile e costoso apparato burocratico.
Ma l'esperienza ci insegna che non sarà così. Personalmente temo che le nuove risorse possano diventare addirittura una scusa per creare nuova, falsa occupazione, con la barzelletta dei nuovi controlli e delle procedure necessarie per l'incasso del ticket. D'altra parte, diciamolo chiaramente, le elezioni si avvicinano e magari la prospettiva di qualche nuova assunzione, o anche soltanto la speranza, possono servire, soprattutto a chi teme, giustamente, un calo dei consensi, per salvare il salvabile e soprattutto per salvare il posto!
Il tutto con buona pace dei turisti che, pazzi loro, continuano a venire in Sicilia nonostante tutto, e che non si sforzano neppure, come dovrebbero, ovviamente, di studiare prima la nostra bella lingua, creandoci così non pochi problemi! Certo mi stupisce, in questa situazione, che ci siano ancora degli 0sciocchi che perdono tempo a domandarsi perchè tanti preferiscano le isole Canarie o le Baleari alla Sicilia. Non hanno capito che la colpa è solo e unicamente dei turisti che sono, ovviamente, poco intelligenti!
M.d.M

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