Lunedì 19 Febbraio 2018
AREA SINDACALE

Imprese spurgo a rischio black out: interventi ridotti a causa delle limitazioni imposte dalla Sidra

La drastica riduzione del servizio, oltre ad essere di pubblico interesse, è di fondamentale importanza sotto il profilo ambientale, per le ricadute gravissime per la salute pubblica, oltre alle inevitabili ricadute occupazionali e di gestione delle aziende che rischiano di non poter più svolgere la propria attività.

Catania, 29/01/2018

La drastica riduzione del servizio, oltre ad essere di pubblico interesse, è di fondamentale importanza sotto il profilo ambientale, per le ricadute gravissime per la salute pubblica, oltre alle inevitabili ricadute occupazionali e di gestione delle aziende che rischiano di non poter più svolgere la propria attività.

L'ente gestore degli impianti di depurazione, la Sidra, ha segnalato la propria difficoltà nel conferimento dei fanghi di depurazione derivanti dal ciclo di trattamento dei reflui, riducendo drasticamente i quantitativi giornalieri dei conferimenti, determinandoli in appena 65 ton/giorno da ripartire tra tutte le ditte operanti.

Tale quantitativo indicato dalla Sidra è assolutamente insufficiente a soddisfare il bisogno ambientale ed igienico-sanitario delle utenze titolari di fosse settiche, che, come noto, necessitano di periodiche manutenzioni ed allontanamento delle parti organiche dei liquami per il loro corretto funzionamento. Ciò tra l'altro in coerenza con le disposizioni del Testo Unico Ambientale che regola il settore di tutela delle acque dall'inquinamento e di salvaguardia dei corpi idrici recettori.

«Abbiamo richiesto un incontro con i vertici della Sidra per discutere del problema - spiega il portavoce degli autotrasportatori Giovanni Rinzivillo - Incontro fissato dall'ente gestore del servizio per il 2 febbraio ma che speriamo di far anticipare. La situazione è grave, il problema da qui a breve coinvolgerà ampie parti della popolazione a Catania e provincia, per cui dobbiamo dare risposte agli operatori e trovare subito una soluzione per evitare il collasso del settore e una grave emergenza sanitaria».

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